TARI e IMU: hai diritto ad un rimborso con arretrati fino a 5 anni

Come procedere per richiedere il rimborso di Tari e IMU se in famiglia hai un invalido: ecco tutto quello che bisogna sapere per non perdere soldi.

Il rimborso Tari e IMU per famiglie con un invalido consente di recuperare gli importi versati in eccesso negli ultimi 5 anni, grazie a specifiche agevolazioni fiscali previste dalla legge. Questa misura nasce per sostenere i nuclei familiari che affrontano maggiori difficoltà economiche a causa della presenza di membri con disabilità riconosciuta.

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TARI e IMU: hai diritto ad un rimborso con arretrati fino a 5 anni Ciessdizioni.it

Sempre più famiglie, infatti, cercano strumenti concreti per alleggerire il peso delle spese domestiche, soprattutto quando nel nucleo è presente una persona con disabilità. Tra le opportunità meno conosciute ma molto utili c’è il rimborso delle imposte locali come Tari e IMU, che può consentire di recuperare somme pagate negli anni senza aver usufruito delle agevolazioni spettanti. Vediamo quali sono i requisiti, la documentazione necessaria, la procedura da seguire e alcuni consigli utili per ottenere il recupero degli arretrati Tari e IMU.

La procedura da seguire per richiedere il rimborso Tari e IMU se in famiglia c’è una persona disabile

Ovviamente, l’elemento fondamentale per accedere al rimborso è che nel nucleo familiare sia presente un soggetto con invalidità civile riconosciuta almeno al 74%. Questa soglia rappresenta il requisito minimo per ottenere molte delle riduzioni fiscali previste. Le agevolazioni, tuttavia, non sono uguali ovunque: ogni Comune stabilisce regole proprie, con sconti che possono arrivare anche al 50% o, in alcuni casi, prevedere esenzioni totali.

Inoltre, così come capita per tutti gli altri tipi di beneficio, anche questo si applica solo all’abitazione principale e non riguardano immobili di lusso. Possono inoltre essere richiesti ulteriori requisiti, come un limite ISEE o la convivenza con la persona invalida. È importante anche essere in regola con i pagamenti e non aver già usufruito di altri sconti sulla stessa imposta.

mani in cerchio con al centro il simbolo di disabilità
La procedura da seguire per richiedere il rimborso Tari e IMU se in famiglia c’è una persona disabile Ciessdizioni.it

Per ottenere il rimborso è necessario presentare una domanda formale al proprio Comune, indicando con precisione gli anni per cui si richiede la restituzione delle somme. La richiesta può essere inviata tramite PEC, raccomandata oppure consegnata direttamente agli uffici competenti.

Alla domanda bisogna allegare alcuni documenti fondamentali, come il certificato di invalidità con la percentuale riconosciuta, un documento d’identità valido, le ricevute dei pagamenti effettuati, lo stato di famiglia e, se richiesto, l’ISEE. In alcuni casi possono essere necessari ulteriori certificati, quindi è sempre consigliabile verificare le indicazioni del proprio Comune.

Un aspetto cruciale riguarda le tempistiche, ovvero il rimborso potrà essere richiesto entro 5 anni dal pagamento. Superato questo termine, il diritto decade. Una volta presentata la domanda, i tempi di risposta variano generalmente tra i 60 e i 180 giorni. Se la richiesta viene accolta, il rimborso può arrivare tramite bonifico oppure come compensazione sulle tasse future.

Durante l’attesa è utile conservare tutte le comunicazioni e monitorare lo stato della pratica. Se dopo sei mesi non si riceve risposta, è possibile inviare un sollecito. Nel caso in cui la domanda venga respinta, si potrà presentare ricorso entro 60 giorni, allegando documenti che dimostrino il diritto al beneficio. In queste situazioni, può essere utile il supporto di un CAF o di un professionista.

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